Tutto cambia, niente cambia

pioggia

 

Giornata veramente autunnale, piovosa e forse freddina; non so perchè ancora non ho messo il naso fuori. Oggi è il primo giorno che penso all’arrivo della brutta stagione,  ho delle incombenze che incalzano e  il pensiero mi infastidisce  perchè se le potessi risolvere, sbrigandomela da sola, lo farei. Purtroppo non sono Obelix e mi riesce difficile spostare mobili e trasportare comò in cantina, per di più non posso anticipare gli eventi prima che accadano, così mi sento legata. Per tirarmi un pò su mi sono messa a sfogliare “TUTTO MAFALDA” e leggendo i fumetti mi sono depressa divertendomi perchè non c’è proprio mai niente di nuovo sotto il sole.

Ascolti la radio?

Ascolto la radio, da sempre. Uno dei primi ricordi che ho è legato alla radio, marrone e panciuta, sul buffet della cucina ed io nel lettino, in piedi e appoggiata con il mento alle sponde, che ascolto la musica che esce da quello scatolone.  Anche quando studiavo, il sabato pomeriggio, ascoltavo la radio, ormai diventata radiolina portatile, che trasmetteva le classifiche dei dischi più venduti. La radio mi ha seguito ed accompagnata in tutti i periodi della mia vita. Ho amato alcune trasmissioni e non gradito altre, ma ho sempre scelto io cosa volevo ascoltare e mi sono irritata un pò quando ho scoperto che alcuni programmi di Radio 2 verranno soppressi. Sarà perchè l’ascolto non paga , sarà perchè alcuni conduttori non elargiscono stupidaggini e magari cercano di parlare esprimendo concetti che la mente umana non dovrebbe stentare a capire, ma che pare solo alcuni riescano a decriptare (apro una parentesi: non credo che ascoltare trasmissioni come Condor o come Alle 8 della sera, attualmente già scomparsa dall’etere,  faccia appartenere ad una élite di intellettuali, solo trattano argomenti che sono interessanti se li si ascolta e chiudo la parentesi) e sarà perchè meno strumenti si hanno per pensare e meglio è.

Per saperne di più trascrivo un articolo di Repubblica — 23 ottobre 2009    pagina 62   sezione : SPETTACOLI

Rivoluzione rischiosa a Radio2. Il direttore, Flavio Mucciante, sta cambiando i connotati della rete e c’ è chi teme che presto sarà irriconoscibile. A gennaio sparirà lo storico Fabio e Fiamma, chiuderanno Condor, Sumo e L’ altro lato. Alle 8 della sera è stato già chiuso. Di Fiorello e Viva Radio2 si sono perse le tracce. Ma il direttore va fiero delle new entry: Tiberio Timperi, Chiara Gamberale, Claudio Sabelli Fioretti, Miriam Leone, Carlo Pastore. Cambierà l’ offerta musicale con i serali Moby Dick (condotto da Silvia Boschero) e Radio2 Live di Gerardo Panno, sulla musica di grandi artisti italiani e non solo. Si prevede pure un radio reality: Donne che parlano. A via Asiago in tanti temono che Radio2 possa perdere la sua fisionomia: se si alleggeriscono i contenuti e si aumenta la musica, Radio2 non finirà con il somigliare a una radio qualsiasi? I Malumori affiorano tra autori e conduttori in partenza. «Sì, ho sentito che Sumo chiude. Ma non so se crederci», dice Giovanna Zucconi. «È legittimo che un direttore chiuda dei programmi. Ma credo abbia l’ obbligo di comunicarlo, di spiegarlo: Mucciante io non l’ ho mai né visto né sentito». Federico Taddia, autore di Fiorello e conduttore di L’ altro lato è basito: «Il mio è un programma leggero ma non banale, pensavo di essere una risorsa di Radio2. Negli ultimi tre anni gli ascolti sono andati pure bene». Infine Fiamma Satta, della premiata ditta radiofonica Fabioe Fiamma. «Chiusura per stanchezza? No, io sarei andata avanti fino al 2040. Certo, ioe Fabio ufficialmente facciamo ditta dall’ 87, ora ci chiudono, non so cosa accadrà dopo». Mucciante rivendica la «rivoluzione» nei suoi palinsesti, ma conserva alcuni pezzi della Radio2 di Sergio Valzania: Il ruggito del coniglio (Dose e Presta), Grazie per averci scelto ( Santin), 28 minuti (Palombelli), 610 (Lillo e Greg), Caterpillar (Solibello e Cirri). «Dobbiamo essere servizio pubblicoe al tempo stesso essere competitivi sul mercato» spiega Mucciante: «L’ obiettivo è quello di incrementare la quota di pubblico tra i 25 e i 44 anni e di puntare ancora di più sul coinvolgimento dell’ ascolto femminile». – LEANDRO PALESTINI

Gironzolando con la pioggia

Mi piace l’autunno, la pioggia, la sera che accende le luci nelle strade e amo la mia città di un amore incondizionato. Mi piace camminare e scoprire ogni volta luoghi che conosco. Mi piace trovare i colori di questa città, colori che cambiano nelle diverse ore del giorno e con il cambiare delle stagioni e quando piove  è più …bella. Dipende dai tuoi occhi.

Z come zucca

zucche in serra

…”Va in giardino e portami una zucca.” Cenerentola subito  andò a cogliere la più bella che le  riuscì di trovare, e la portò alla comare, senza capire come mai quella zucca l’avrebbe fatta andare al ballo. La comare la vuotò, e quando non fu rimasta che la sola scorza, la percosse con la sua bacchetta, e la zucca fu subito mutata in una bella carrozza tutta dorata…

Al momento attuale le fate in grado di fare magie, usando quello che hanno sottomano, sono una categoria in crisi e di sicuro non possiedono bacchette magiche. Se la zucca, coltivata negli orti, non si trasforma in un cocchio, pazienza…  si può sempre usare per cucinare, come pianta che rapidamente  risale un pergolato; per segnare, come  un simbolico totem, l’inizio di un nuovo anno scolastico come quando, a ottobre, la mia maestra entrava in classe portando  una zucca ornamentale che aveva la forma di un grosso fungo: la parte inferiore di colore quasi bianco con tre protuberanze come piedi arrotondati e la parte superiore di colore arancio acceso, quasi rosso. Oppure come in questo periodo, la zucca può diventare il simbolo della festa di  Halloween. Seguendo la tradizione anglosassone si deve svuotarla della polpa, intagliare la buccia creando un volto con occhi, naso, bocca e all’interno di questa specie di involucro  si mette una candela accesa e si trasforma nella rappresentazione di Jack-o’- lantern, anima in perenne ricerca di un luogo in cui fermarsi per il riposo eterno. Anni fa  anche noi abbiamo sentito il richiamo di questa tradizione (la figlia minore era attratta dall’argomento magia, complice una serie televisiva) e dopo aver seguito le istruzioni per ottenere la zucca più spaventevole possibile l’abbiamo collocata all’esterno, a lato della porta d’ingresso;ogni tanto uscivamo per vedere se la candela non causava guai e con il passare  del tempo abbiamo cominciato a percepire un maleodorante olezzo, un penetrante  odore di marcio e di bruciato. Era successo che un velo di polpa rimasta attaccata alla buccia si era scaldata al calore della fiamma, cuocendosi.Il puzzo ha allontanato esseri viventi ed anime perse e la zucca ha assolto il suo compito di tenere distanti  da casa nostra esseri non graditi. Ah averla quando ti telefonano gli scocciatori per promuovere offerte, formulare domande per ricerche di mercato o segnalarti candidati per elezioni elettorali. Ma non credo che le capacità della zucca arrivino a tanto se non con un aiutino di Fata Madrina.

Amo la zucca per la forma  non del tutto regolare e un pò cicciotta, per la buccia dura e soda  e  per il suo colore arancio, un colore caldo, luminoso e mi spiace che siano stati usati lei ed il suo colore nella campagna pubblicitaria di una banca, perchè l’arancio della zucca non può paragonarsi ad altro che alla zucca stessa. Non si può dire Z come banca, solo Z come zucca.

I giusti

I giusti

Un uomo che coltiva il suo giardino, come voleva Voltaire.
Chi è contento che sulla terra esista la musica.
Chi scopre con piacere una etimologia.

Due impiegati che in un caffè del Sud giocano in silenzio agli scacchi.

Il ceramista che intuisce un colore e una forma.

Il tipografo che compone bene questa pagina che forse non gli piace.
Una donna e un uomo che leggono le terzine finali di un certo canto.
Chi accarezza un animale addormentato.
Chi giustifica o vuole giustificare un male che gli hanno fatto.
Chi è contento che sulla terra ci sia Stevenson.
Chi preferisce che abbiano ragione gli altri.
Tali persone, che si ignorano, stanno salvando il mondo.

Jorge Luis Borges

Choisy-le-Roi, 1946Choisy-le-Roi, 1946

Robert Doisneau (1912-1994 )



Trasparenza

 

Oggi ho voglia di luce, colori e trasparenza…

Onesto/disonesto

“Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo con la verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero”

Anonimo

Ascoltando la radio

Quando guido l’auto, oltre che guidare, ascolto la radio. La sintonia è fissata su cinque canali: uno è scelto da me , gli altri sono scelti secondo il gusto delle figlie che condividono con me il mezzo. Trovo che impegnare la mente ascoltando musica o trasmissioni interessanti sia parte integrante del mio modo di conoscere. Non posso leggere perchè devo concetrarmi con la vista sulla strada che devo percorrere? Devo utilizzare una parte di cervello per evitare di essere coinvolta nella guida disinvolta e becera degli altri fruitori della strada? Ascolto la radio, sempre.

Proprio ascoltando la trasmissione Vasco de Gama su RADIO DUE, ho sentito parlare dell’ esistenza del documentario “Il corpo delle donne” dedicato al ruolo ed all’ immagine della donna; in circolazione dalla primavera del 2009,  ha ottenuto una straordinaria diffusione in rete grazie alla sua critica intelligente e spietata della televisione italiana.

Sono stata incuriosita perchè in questi giorni il parlare e sparlare della donna é un argomento di cronaca e perchè, evidentemente,  la concezione  che taluni/e hanno della donna  non è migliorata.

Credo che sia importante innanzitutto conoscere i diversi aspetti che determinano una situazione, in particolare se la situazione ce la dobbiamo vivere sulla nostra pelle.

IL corpo delle donneDopo averlo visto, appartenendo  ad una fascia di età  che dovrebbe ormai rifarsi dalla testa (ho anche quella) ai piedi, in un impeto di ribellione e di speranza grido W LE MIE RUGHE  !!!

Tutto il fondo che c’è

il fondo del fondoLa mente è una scatola in cui finisce di tutto: nuovo, vecchio, passato, presente, lucido, sbiadito. Informazioni che a  volte sono stabili ed altre volte turbinano nel luogo del cervello dove sono elaborate, a volte vengono fuori le associazioni di idee perchè abbiamo visto una fotografia, emergono ricordi di profumi  e colori, di posti e persone; magari a volte si è solo curiosi di sapere il significato  di una parola, perché un articolo te l’ha fatta venire in mente o hai sentito le ultime notizie e  ti è balzata improvvisa senza sapere il perché.

A me, oggi, è venuto il desiderio di conoscere il significato della parola  fondo …

Parte inferiore di qualche cosa (il fondo di un pozzo, una botte, della valle,del mare). Fondo di bicchiere ovvero brillante falso.Valigia o baule a doppio fondo. Fondi di caffé, vino ecc. Fondi di magazzino. Conoscere a fondo una persona. Studiare a fondo.  Andare a fondo. Toccare il fondo. Non avere né fine, né fondo. Fondo campo. Fondo stradale. Fondo tinta. Fondo d’abito (sottoveste particolarmente leggera, adatta per abiti vaporosi e di stoffa molto sottile). Fondo urbano. Fondo (per antonomasia, appezzamento di terreno agrario). Fondo di cassa. Fondo perduto. Fondo salari. Fondi segreti. Fondi neri. Fondo comune di investimento. Fondo pensioni. Fondo monetario internazionale. Fondo pubblico. Possedere fondo (detto di atleta resistente agli sforzi prolungati). Sci di fondo. Articolo di fondo. Profondo ( fossa, valle, cassa fonda). Bicchiere, vaso fondo (alto). Piatto fondo (scodella). Pestilenza fonda (nella sua piena attività). Bosco fitto, foresta, siepe fonda. Notte fonda. Fondaccio. Fondino .

Adesso conosco nella sua esauriente completezza il significato, concreto e figurato, della parola fondo.

Si ricomincia dall’autunno

Trasparenze_colorateL’estate è finita

 Sono più miti le mattine

e più scure diventano le noci

e le bacche hanno un viso più rotondo.

La rosa non è più nella città.

L’acero indossa una sciarpa più gaia.

La campagna una gonna scarlatta,

Ed anch’io, per non essere antiquata,

mi metterò un gioiello.

                                               E. Dickinson

Ho scelto i versi di questa poesia perchè descrivono un cambiamento inevitabile in maniera gioiosa. Per me l’autunno non è una stagione triste. Le foglie cadono, è vero, ma prima diventano rosse, arancioni, gialle e nell’aria c’è profumo di legna bruciata e di caldarroste …perchè il caldarrostaio compare ad inizio stagione, anche se ci fossero 25° di temperatura ed in fondo è piacevole sapere che il mutare delle stagioni è una certezza.