L’Etna respira

Leggendo l’articolo su la  Repubblica, che pubblico qui sotto, ho pensato che su alcuni eventi non possiamo che essere spettatori.

Un suo respiro dura mesi, a volte anni. Ma i satelliti, che giorno dopo giorno sorvolano l’Etna, ne colgono la modulazione. “Il suo gonfiarsi e sgonfiarsi è legato all’effetto del progressivo accumulo di magma sotto l’apparato vulcanico e alla successiva emersione in superficie di quest’ultimo attraverso le eruzioni”, spiega Marco Neri dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, il cui studio è stato pubblicato sull’ultimo numero di Geophysical Research Letters.

L’Etna, infatti, si gonfia e si sgonfia ciclicamente, deformandosi fino a produrre lunghe fessurazioni sui fianchi del vulcano, le quali, talvolta, possono trasformarsi in pericolose eruzioni che interessano soprattutto i fianchi del vulcano italiano. La ricerca è stata condotta tra il 1992 e il 2006 ed ha analizzato e comparato con grande dettaglio l’attività eruttiva del vulcano e le deformazioni del suolo analizzate attraverso una tecnica che utilizza i satelliti, chiamata interferometria radar (InSAR). Un radar, montato a bordo di particolari satelliti, emette radiazioni elettromagnetiche verso la Terra e registra la potenza del segnale riflesso dalla superficie calcolando il tempo intercorso fra l’emissione ed il ritorno del segnale stesso.

http://www.repubblica.it/2009/02/sezioni/scienze/respiro-etna/respiro-etna/respiro-etna.html

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