Rose e stereotopi

Maggio:  mese delle rose . Un modo di dire ormai radicato nel pensiero comune, ma è proprio così? Non è forse uno stereotipo, una  tendenza alla semplificazione e all’ organizzazione per frasi fatte del nostro bagaglio di idee?  Nei giardini, tempo permettendo, fioriscono  lillà, viburni, peonie, filadelfi che mostrano la grandezza della natura di maggio e tengono testa alle rose e l’appellativo di “regina” andava bene quando i giardinieri non disponevano di molto altro, ma adesso questa nobiltà può essere condivisa con migliaia di altri fiori. Lo stereotipo ci impedisce di mantenerci elastici, di accorgerci che ci stiamo adagiando sui giudizi frettolosi e non verificati, sulle conoscenze approssimative, sui modi di dire che ci liberano dall’impegno di scegliere criticamente.  Vita Sackville – West, pur adorando le rose, non le ha certo usate in modo stereotipato nel suo giardino di Sissinghurst, nè ha mai affermato che maggio fosse il mese della regina dei fiori perchè dalle sue parti , nel Kent, il periodo migliore della fioritura delle rose avviene tra giugno e fine luglio. Quindi si  può arrivare alla conclusione logica che quello che va bene per noi, girando l’angolo di casa nostra, può non avere valore.

Nella vita come in giardino o in terrazzo bisogna abbandonare gli stereotipi mettendo in atto un complesso meccanismo fatto di curiosità, di accettazione del diverso, di conoscenza della propria mente, di capacità a non adagiarsi agli schemi preconfezionati e tanto tanto altro…

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