Obbligo di vacanza

… Ma nonostante il riposo della fatica c’è il caso che i dieci, venti, trenta giorni di montagna, o se vuoi di campagna, o di mare possano trasformarsi -per pochi che sono – in uno stillicidio di tedio, noia, inedia. In veleno. Certo ci sono gli sport e l’esercizio, o qualsiasi altra attività del genere. Ma spesso non si tratta che di una sospensione, un’interruzione faticosa in una dominante condizione di noia.

Pollice verde (17 giugno 1979, L’ncontro con l’indeterminato) – Ippolito Pizzetti

Esprime in maniera perfetta la mia concezione delle vacanze stanziali e ripetitive  e obbligatorie. Per non sentirmi più chiedere, il prossimo anno… “Dove va di bello in vacanza?”

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