mezzogiorno del 27 gennaio

…La prima pattuglia russa giunse in vista del campo  verso mezzogiorno del 27 gennaio 1945… Erano quattro giovani soldati a cavallo, che procedevano guardinghi , coi mitragliatori imbracciati, lungo la strada che limitava il campo… a noi parevano mirabilmente corporei e reali, sospesi ( la strada era più alta del campo ) sui loro enormi cavalli, fra il grigio della neve e il grigio del cielo, immobili sotto folate di vento umido e minaccioso….Quattro uomini armati, ma non armati contro di noi; quattro messaggeri di pace, dai visi rozzi e puerili sotto i pesanti caschi di pelo. Non salutavano, non sorridevano, apparivano oppressi, oltre che da pietà, da un confuso ritegno che sigillava le loro bocche, e avvinceva i loro occhi allo scenario funereo. Era la stessa vergogna a noi ben nota, quella che ci sommergeva dopo le selezioni, ed ogni volta che ci toccava assistere o sottostare ad un oltraggio:   …quella che il giusto prova davanti alla colpa commessa da altrui, e gli rimorde  che esista, che sia stata introdotta irrevocabilmente nel mondo delle cose che esistono, e che la sua volontà buona sia stata nulla o scarsa, e non abbia valso a difesa.

Da  “La treguadi Primo Levi

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