Camouflage ovvero l’arte di mimetizzarsi

Anni fa acquistai per la Figliadue un libro-gioco in cui si doveva aguzzare la vista per trovare il personaggio di Wally, un omino con maglia a strisce bianche e rosse  stile evaso dei cartoni animati, che si nascondeva abilmente nei luoghi più strani. Ammetto che ci siamo divertite entrambe a identificarlo perchè, pur senza travestimenti, riusciva a mimetizzarsi perfettamente e solo un’attenta ricerca permetteva di trovarlo. Nel mondo animale nascondersi, assumendo forme e colori che traggano in inganno, serve per sopravvivere, per sfuggire ad un pericolo o per catturare comodamente il pasto giornaliero. Nella società umana e moderna, la nostra, si applicano fenomeni di mimetismo quasi spettacolari. Non solo si assumono colorazioni atte a fuorviare chiunque ma si passa da un colore ad un altro fino ad assumere un color fango o una tonalità sbiadita che si adatta a qualsiasi situazione… Il massimo della capacità  di mimetizzazione è raggiunta, ahi noi, ormai da molti individui, il fenomeno è in continuo aumento e si manifesta periodicamente essendo strettamente collegato a opportunismo ambientale e ideologico.

Tornando agli animali vorrei rendere visivamente un esempio di mimetizzazione, forse non voluta ma ben riuscita sicuramente, che ci permette di giocare a Dov’è la cincia?

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