Non un giorno qualunque: è il 25 Aprile

Siamo di nuovo qui. Un altro venticinque aprile che viene e poi passa come un giorno di festa qualunque.

– Ma che festa è? Saranno aperti i negozi? Vai via con i tuoi a prendere un po’ di sole? Peccato, così a metà settimana, i bambini poi tornano a scuola e non si può fare il ponte lungo. Con tutti problemi che ci sono queste feste inutili dovrebbero proprio toglierle…-

E’ stato il “dovrebbero” che ha toccato un nervo scoperto. TU che parli senza pensare, senza chiederti mai perchè tutto accade, che non sai perchè ignori sordamente e ciecamente tutto quello che c’è  intorno, che sei perennemente vittima ma che non agisci e demandi a chi ti promette di facilitare la tua esistenza. NOI non avremmo vissuto come abbiamo vissuto se  ALTRI non avessero avuto coscienza e desiderio di poter vivere in libertà. Liberi di esercitare i propri diritti e assolvere i propri doveri.

Per voi, Sconosciute su un tram qualunque, festeggio il 25 Aprile nel ricordo,nella speranza e con partecipazione.

Avevo due paure

La prima era quella di uccidere

La seconda era quella di morire

Avevo diciassette anni

Poi venne la notte del silenzio

In quel buio si scambiarono le vite

Incollati alle barricate alcuni di noi morivano d’attesa

Incollati alle barricate alcuni di noi vivevano d’attesa

Poi spuntò l’alba

Ed era il 25 Aprile.

✎ Giuseppe Colzani

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