25 aprile 1945, settanta anni dopo

        Palazzo di Città                 Torino

Palazzo Civico
Torino

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Anche gli uomini possono essere amici degli animali

 

Unità d’Italia per immagini

Esporre il tricolore e ornare con festoni e coccarde è l’espressione della volontà di partecipare alla celebrazione del 150° Anniversario dell’Unità d’Italia ma in molti casi sono stati pensati altri modi rappresentativi che si manifestano con creazioni originali e artistiche , a volte un po’ ingenue o eleganti nella loro semplicità. Le idee nascono con i mezzi che si hanno ed in certi casi, per  la riuscita dell’opera creativa,  proprio l’utilizzo di materiali semplici e comuni è stato determinante: si direbbe che prendere quello che si ha sottomano sia stato il filo conduttore per creare. Nel caso di alcune vetrine di negozi la parola d’ordine è stata “arte e mestiere” perchè il genere merceologico è stato mescolato e sfruttato sapientemente.

Così ho pensato di fissare e raccogliere gli esempi più particolari e meno consueti perchè, non essendo Matusalemme, ho poche possibilità di esserci al 200° anniversario…

Cartoleria – Via Po, Torino

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Abbigliamento – via Po, Torino

 

 

 

 

 

 

 

Ferramenta – via Maria Vittoria, Torino

 

Tra gli abbaini – via M. Pescatore

Torino

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Fruttivendolo – via S. Tommaso

Torino

 

 

 

 

 

 

 

via Monte di Pietà, Torino

Continua prossimamente…

 

 

 

 

 

 

La luna sul Ponte di Pietra

Ponte Vittorio Emanuele I

Ieri sera pioveva e la luna si nascondeva tra nuvole e scrosci d’acqua. Questa notte è la luna gigante che si vede solo ogni 19 anni ed è troppo luminosa, così impassibile e distante da quello che sta succedendo su questa Terra che anziché avvicinarsi sembra desiderare di allontanarsi. Intanto Torino si addormenta.

 

Aspettando la luna

Lo vedi? Niente è impossibile. Arriva sempre il momento giusto per tutto: basta aspettare. Anche la luna, quando è bella piena, matura, può cascarti fra le braccia…

Roberto Benigni

Nella notte con il naso all’insù a guardare la luna e pensare che a volte sarebbe bello raggiungerla … ma potrebbe anche succedere il contrario e nell’attesa si può anche giocare a immaginarla un po’ più vicina.

 

Lungo il fiume

Camminando e chiacchierando lungo la sponda destra di un fiume che scorre in una città puoi incontrare altre persone che passeggiano come te, oppure che fanno joggin con gli auricolari o una coppia in bicicletta (ci sono anche quelli da soli) che incrociando una madre (?) e una figlia (?) con un enorme cane grigio (pare che in certe parti della città siano scomparsi i Dalmata e comparsa questa nuova-razza-di-moda) commentano “…ma sono uguali…” (e non saprei dire se è un complimento).

Mentre procedi guardi il fluire dell’acqua che corre impetuosa  vedi le anatre che nuotano contro corrente e tu a piedi vai più in fretta di loro.

 

 

Un airone con elegante trascuratezza finge di non vederti, e anatre femmina  sembrano improvvisare  un’esibizione di nuoto sincronizzato.

 

Isole si sono formate dai depositi di terra e detriti e servono per il riposo di volatili stanchi. Qui la riva è senza argini di contenimento e forma piccole spiaggette dove si incontra qualche pescatore e ogni tanto passi accanto o sotto un ponte che unisce la riva destra e sinistra del fiume

e costeggi muri di cinta da cui prorompono fioriture di rose di tutti i colori.

Qualcuno gioca a tennis  e altri sognano di compiere viaggi sull’acqua che scorre lì accanto.

Intanto il sole tramonta e la città si prepara per la notte.

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Parco fluviale del Po tratto torinese

Il Parco del Meisino

 

I glicini del cavalcavia

Glicine era una ragazza di una bruttezza senza speranza. I ragazzi non la degnavano di un’occhiata e di sicuro nessuno la invitava a fare una passeggiata romantica. Un giorno la poverina, stanca e avvilita di questa sua condizione di eterna esclusa, era andata a camminare in un prato e piangendo disperatamente si era appoggiata ad un tronco, naturalmente secco,  ma le lacrime, anzichè scorrere fino a terra, si avviticchiarono intorno al tronco trasformandosi in grappoli di fiori violetti mentre il corpo di Glicine prendeva la forma di un fusto flessibile e le braccia diventavano rami che reggevano le infiorescenze. Questo racconta una leggenda e se ci fosse un fondo di verità sul cavalcavia di corso Bramante, a Torino, si sarebbero ritrovate decine di ragazze non particolarmente attraenti.

Infatti su entrambi i lati del corso, lungo i marciapiedi, corrono piante di glicine sistemate a distanza regolare tra loro, a formare uno scenografico  e profumatissimo pergolato. Desidererei tanto conoscere il motivo per cui sono stati piantati dei Wisteria sinensis, quando e a chi è venuta questa singolare idea perchè è abbastanza inconsueto trovare delle piante di glicine utilizzate come ornamento verde in una strada di pubblico passaggio.

Percorrere a piedi  questo tratto del cavalcavia è quanto di più inebriante si possa trovare in piena città e anche la vista è appagata dal colore dei fiori in questo periodo dell’anno.