Obbligo di vacanza

… Ma nonostante il riposo della fatica c’è il caso che i dieci, venti, trenta giorni di montagna, o se vuoi di campagna, o di mare possano trasformarsi -per pochi che sono – in uno stillicidio di tedio, noia, inedia. In veleno. Certo ci sono gli sport e l’esercizio, o qualsiasi altra attività del genere. Ma spesso non si tratta che di una sospensione, un’interruzione faticosa in una dominante condizione di noia.

Pollice verde (17 giugno 1979, L’ncontro con l’indeterminato) – Ippolito Pizzetti

Esprime in maniera perfetta la mia concezione delle vacanze stanziali e ripetitive  e obbligatorie. Per non sentirmi più chiedere, il prossimo anno… “Dove va di bello in vacanza?”

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“Primavera è anche questo”

Di mattina di pomeriggio quando si aprono le finestre o la porta- finestra del terrazzo quando si esce per strada e si cammina e si è accompagnati dal chiocciolio sommesso dei merli nascosti dovunque a cantare la loro canzone dentro le chiome degli alberi o nei cespugli o tra le frasche o appollaiati sulle antenne della televisione.

Ippolito Pizzetti

Robinson in città – Vita privata di un giardiniere matto

Marzo, un anno dopo

…marzo … Il mese dunque si va riempiendo delle cose sue. Come dire gli ortaggi dentro l’orto, i cani nel canile, i polli nel pollaio: ci sono cose che hanno una casa anche dentro il tempo e dentro il linguaggio.

…E le nuvole in cielo hanno cambiato colore e forme: sono di una consistenza leggera, da poterle soffiare via, il cielo è sereno e si fa nero in un attimo.

Ippolito Pizzetti

Robinson in città – Vita privata di un giardiniere matto