Marzo: voglia di cantare

Ieri l’aria  di febbraio era fredda, piovosa e umida. Oggi, primo marzo, l’aria è fredda, piovosa e frizzante. Probabilmente il cambiamento non è così rilevante dal punto di vista metereologico ma, vuoi mettere, psicologicamente fa una notevole differenza.

Marzo è il mese delle piogge che vanno e vengono, del sole che compare timido e poi scompare perchè una folata di vento sposta le nuvole,  del cielo che non si colora più di bianco,  delle rondini che arrivano sempre, delle violette che sembra abbiano l’orologio in tasca… di un lungo elenco di immagini  che mi danno una sensazione leggerezza e trasparenza. Se mi concentro su questi pensieri forse riesco anche a volare!

Nel frattempo canticchio questa canzone …

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Marzo, un anno dopo

…marzo … Il mese dunque si va riempiendo delle cose sue. Come dire gli ortaggi dentro l’orto, i cani nel canile, i polli nel pollaio: ci sono cose che hanno una casa anche dentro il tempo e dentro il linguaggio.

…E le nuvole in cielo hanno cambiato colore e forme: sono di una consistenza leggera, da poterle soffiare via, il cielo è sereno e si fa nero in un attimo.

Ippolito Pizzetti

Robinson in città – Vita privata di un giardiniere matto

Marzo

 

…Cantando Marzo porta le sue piogge

la nebbia squarcia il velo

porta la neve sciolta nelle rogge

il riso del disgelo

Riempi il bicchiere, e con l’inverno butta

la penitenza vana

l’ala del tempo batte troppo in fretta

la guardi, è già lontana…

Da La Canzone dei dodici mesi di F. Guccini

Finalmente  sono riuscita a leggere il libro ricevuto in regalo a Natale e questa è la manifestazione di che periodaccio stia vivendo: la depressione da periodo storico mi impedisce anche di godere della lettura. Ho cercato di reagire gustandomi la biografia di Francesco Guccini per immergermi in una storia personale  che, nel  racconto del “contastorie” ( come ama definirsi) qual’è, diventa un piacevole dipanarsi   di ricordi e particolari che a volte fanno sorridere o a volte si avvolgono di dolce tristezza e che comunque, terminata la lettura, ti lascia la sensazione di  un pensiero profondamente libero.

Portavo allora un eskimo innocente. Francesco Guccini si racconta a Massimo Cotto

GIUNTI

Allegro non troppo

Marzo

Quando le giornate sono così limpide mi viene in mente la canzone “Marzo” di Teresa De Sio e camminando la canticchio mentalmente: “E viene marzo e già cagna l’aria”.

Mi succede ogni anno in questo mese: se si annusa l’aria, si sente che ha un odore diverso da quello che  si sentiva solo otto giorni prima. A pensarci è un evento anche un po’ strano perchè improvvisamente sembra che, anche in centro città, si colga solo più la parte più tenera e leggera del miscuglio di odori che compongono l’aria.

Sarà il desiderio di vedere e sentire che accadano solo eventi con risvolti positivi .

Così di pensiero in pensiero mi sono persa a considerare che, nonostante ieri le donne venissero ricordate in una data celebrativa, in realtà non ci sono motivi per essere allegre e festose, e che se proprio vogliamo esserlo dobbiamo cercare di usare tanta fantasia per inventarci date speciali.